A Salerno, il 31 gennaio 2009, celebreremo il Congresso nazionale”.
E’ questo il commento del Coordinatore del Comitato organizzativo dei Giovani Socialisti, Vincenzo Iacovissi, che, a seguito di una consultazione fra i componenti dell’organismo, annuncia la data e la sede dell’evento congressuale, grazie ad una proficua e tempestiva interlocuzione con il Partito socialista – attraverso l’azione del Resp. politiche giovanili, Chiara Lucacchioni –, da cui è emersa la positiva disponibilità del Segretario nazionale, on. Riccardo Nencini, ad intervenire, con il suo saluto, ai lavori dei delegati.
“Con la convocazione del Congresso – dichiara Iacovissi – si chiude la fase preliminare di attività del Comitato e si apre quella, fondamentale, di definizione delle regole e della piattaforma politico-programmatica dell’Organizzazione. Pertanto, già da domani tutte le energie saranno convogliate verso il raggiungimento di simili obiettivi, così da addivenire quanto prima a soluzioni condivise, trasparenti e collegiali”.
“Un ringraziamento particolare – conclude Iacovissi – va rivolto non solo al Partito, per la sensibilità e l’attenzione dimostrata, ma, soprattutto, ai compagni di Salerno, il cui sostegno logistico ed operativo consentirà alla comunità dei giovani socialisti di vivere questo massimo momento aggregativo in tutta serenità, con risultati sicuramente brillanti”.
Verbale della seduta di insediamento del Comintato organizzativo dei Giovani Socialisti Italiani
In data 15 novembre 2008 si è riunito – presso la sezione Ps di Civitavecchia – il Comitato organizzativo alla luce del mandato competenziale ad esso attribuito dall’Assemblea dei Giovani Socialisti Italiani del 26 ottobre scorso.
Al fine di procedere all’inizio dei lavori, è chiamato a presiedere la seduta il delegato del Lazio, Vincenzo Iacovissi.
Egli effettua l’appello a cui rispondono 16 membri su 17, constatandosi l’assenza del delegato dell’Emilia Romagna.
La seduta è dichiarata aperta e valida alle ore 12,30.
Iacovissi richiama i pregiudiziali adempimenti formali per il regolare insediamento dell’organo, e sollecita, a tal uopo, l’approvazione del Regolamento di procedura precedentemente predisposto, il quale è così adottato all’unanimità.
Subito dopo, ai sensi dell’art. 2 del Reg. è deliberata la legittimità dell’organismo e dei componenti, che entra de jure nel pieno delle funzioni.
In attuazione delle prescrizioni di cui all’art. 3 Reg., il Comitato provvede alle elezione del Coordinatore, individuato, con votazione unanime, nella persona di Vincenzo Iacovissi.
Dopo la proclamazione, Iacovissi ringrazia tutti i membri per il delicato incarico assegnatoli ed apre la discussione sulla bozza statutaria.
Iacovissi illustra gli aspetti essenziali della proposta nonché il complesso degli emendamenti presentati.
Dopo ampio e partecipato dibattito, il Comitato, con votazione unanime, delibera:
1.Di approvare la proposta statutaria negli artt. 2, 3 con modificazioni, 4, 5 con modificazioni, 6, 7, 8 con modificazioni, 9, 10 con modificazioni, 11, 12 con modificazioni, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24 con modificazioni, 25, 26.2.Di integrare il corpus statutario con la previsione di un articolo 18 bis (riprodotto in allegato al presente verbale)3.Di stralciare e rinviare ad una successiva seduta l’esame delle seguenti parti del testo: Preambolo, art. 1, emendamenti articolo 10.4. Di conferire mandato a Iacovissi per il coordinamento formale del testo dello Statuto a seguito della approvazione dei singoli articoli e dei relativi emendamenti.
Decorsa tale fase, è aperta la discussione sulla creazione di un Comitato politico da parte dell’assise.
Alla discussione prendono parte tutti i delegati presenti, sottolineando la necessità di una sede ad hoc di elaborazione della futura piattaforma tematica e prospettica della organizzazione giovanile.
Chiusa la discussione, con votazione unanime, il Comitato delibera la istituzione un Comitato politico, per la redazione del Manifesto programmatico dell’Organizzazione, composto dai seguenti membri:
· Alberio Marco;
· Antonelli Luca;
· Barcelloni Corte Martina;
· Bocchino Gaetano;
· Bruno Roberta;
· D’Urso Luisa;
· Dominici Gianluca;
· Gennaro Francesco Maria;
· Grossi Luca;
· Iorio Luigi;
· Matozzi Roberto;
· Maraio Enzo;
· Meringolo Francesco;
· Moretti Alessandro;
· Palumbo Elisabetta;
· Pietrantuono Francesco;
· Pisauro Andrea;
· Pugnana Luca;
· Santoro Maria;
· Sajeva Roberto;
· Vitobello Pasquale;
· Zucca Andrea.
Infine, con votazione unanime, il Comitato stabilisce di celebrare il Congresso costituente entro il 31 gennaio 2009.
Tre parole come “Yes, we can”, che hanno cambiato gli Stati Uniti d’America, e che forse cambieranno il mondo.
In ognuno dei cinque continenti il miracolo Obama è risuonato devastante nel suo messaggio ”La vera forza della nostra nazione non nasce dalle armi o dalle ricchezze, bensì dalla vitalità dei nostri ideali: democrazia, libertà, opportunità e tenace speranza”.
Una nazione, gli Usa, che da decenni, chiusa nel suo autismo, aveva trasformato il sogno americano in un incubo: la sfiducia era il sintomo d’un malessere profondo, fatto di paura e solitudine, di incapacità di guardare ad un futuro migliore.
Emblema di questo sentimento è il film “Crash - Contatto fisico”, girato solo due anni fa, e che riporta sulla celluloide un intreccio di storie ambietate a Los Angeles, nelle quali l’elemento comune è il rifiuto del contatto fisico tra i personaggi, ognuno dei quali antepone il pregiudizio etnico tra sé e l’altro.
Bianchi, neri, ispanici, iraniani: tutti spaventati e terrorizzati dallo sconosciuto, incapaci di comunicare, di guardare oltre i propri interessi e oltre se stessi, ma pronti a farsi e a fare del male.
Come recita la prima frase del film” una città vera si cammina, ci si sfiora passando via, la gente viene addosso. Invece, «dietro l’acciao e il cristallo» di un’auto, il contatto fisico ci manca al punto che «ci scontriamo l’un l’altro, perché così riusciamo a sentire qualcosa”
Questa era l’America prima che un ragazzo di 46 anni, figlio di un immigrato africano e di una donna americana, facesse riscoprire l’importanza di credere in qualcosa di meglio, l’importanza di pretendere un mondo migliore, fondato sulla pace, dove l’unione di tutti è più forte di qualsiasi egoismo.
Obama ha riacceso la speranza, ha fatto rincontrare le persone, le ha fatte riabbracciare, ha cancellato la paura dai loro occhi, e ha fatto scendere sui loro visi lacrime non di terrore, ma di felicità.
Giovani, vecchi, uomini, donne, di ogni etnia hanno riscoperto, scavando nei loro cuori, che ogni voce può esser importante, che tutti gli uomini sono uguali, con stessi diritti e stesse opportunità, indipendentemente da dove sono nati, dalla loro religione o dal loro colore.
La rivoluzione di Obama è partita proprio da questo: riaffermare i diritti fondamentali di ogni essere umano, nel rispetto della sua dignità.
Quegli stessi diritti che in nome della sicurezza, negli ultimi otto anni sono stati drasticamente ridimensionati; oggi, l’altro non è più un nemico, da annientare o disumanizzare, ma diventa la mano da stringere che, insieme a milioni di altre mani, ci terrà ancorati alla speranza, mai vana, di un mondo guarito dalle ferite dell’odio.
Obama ha raccolto il bisogno di comunità, di collettività, di coralità del popolo americano, spazzando la solitudine nella quale si era perso. Quando il cinismo e il dubbio che ciò non possa mai avvenireci assalirà, afferma il nuovo Presidente americano “noi risponderemo con quella convinzione che riassume lo spirito del nostro popolo: Yes, We Can”
Una rivoluzione è in atto: senza armi, senza spargimenti di sangue, senza un’elitè che l’abbia governata e condotta, ma fondata sulla voglia di “change”, sul coraggio e sulla vitalità degli americani: un popolo che non smette di stupire noi europei.
Una nazione costituita interamente da immigrati, senza classi sociali, senza tradizioni (le hanno dovute inventare, idolatrando i loro padri fondatori), ma nonostante questo, la più vecchia democrazia moderna al mondo, che in un brillante avvocato delle Hawaii ha ritrovato la forza di tornare a guidare il mondo non con il braccio violento, ma con il cuore
FROSINONE - “Al via un referendum delle priorità per la Provincia di Frosinone”. È con queste parole che la sezione dei Giovani Socialisti di Frosinone interviene nel dibattito politico apertosi in vista della prossima tornata amministrativa della primavera 2009. E lo fa con vigore, comunicando la volontà di organizzare una consultazione popolare informale che avrà come oggetto esclusivo la individuazione delle necessità più impellenti e delle soluzioni più adeguate per il territorio provinciale. “Dal mese di novembre – si legge in una nota – i giovani socialisti scenderanno in piazza per coinvolgere cittadini e residenti nella elaborazione di un piano di sviluppo e rilancio della Ciociaria, attraverso una azione concertata ed interattiva nella quale la parola sarà assegnata direttamente ai destinatari delle politiche pubbliche. Appare, infatti, doveroso intraprendere immediatamente un percorso di contenuti ed idee che ponga le basi di una nuova azione politica e programmatica, in cui il cittadino possa intervenire sia nella fase della proposta, attraverso la consultazione, sia in quella della attuazione, mediante informazione, trasparenza e procedure di controllo”. L’iniziativa della Fgs frusinate si sostanzierà nella predisposizione di banchetti divulgativi che fungeranno da sede di ricezione delle istanze promosse dalla collettività. A tal fine, gli organizzatori distribuiranno dei questionari inerenti le problematiche di Frosinone e Provincia, cui si potrà rispondere in forma anonima, formulando, altresì, specifiche proposte di risoluzione delle stesse. “Siamo certi che questa nostra azione incontrerà il favore dei frusinati – prosegue la nota – poiché sarà interamente volta ad ascoltare le loro esigenze, inaugurando, auspicabilmente, un proficuo rapporto fra comunità politica locale e società civile, di cui il Paese ha, oggi più che mai, urgente bisogno. Inoltre, al termine di questo referendum itinerante, i suggerimenti saranno sintetizzati in un manifesto programmatico, quale patrimonio di valori e progetti da porre a disposizione delle forze riformiste del centrosinistra. In attesa che venga sciolto il cruciale nodo delle candidature allo scranno più alto di Piazza Gramsci – concludono gli esponenti socialisti –, concentriamo i nostri sforzi sul futuro della Provincia, tentando di prospettarne degli scenari plausibili, accattivanti e, soprattutto, incoraggianti”. L’appuntamento è dunque fissato per la prima domenica del mese di novembre nelle piazze del Capoluogo.
Legambiente ci ha premiato come peggiore città d’Italia nella classifica di qualità ambientale. L’Ecosistema urbano 2009 ha infatti piazzato Frosinone al 103° posto (l’ultimo) con il punteggio di 28,0 (su 100), rivelando quindi un record tutto negativo, dove nessun aspetto relativo alla pianificazione ambientale si salva. La nostra cara città guadagna punti zero su tutto, confermando – ma con un peggioramento – le posizioni dei precedenti report.
Questo triste primato è dovuto a una qualità dell’aria pessima, nonché a un elevato consumo idrico, con 168,9 litri consumati giornalmente per abitante, dato che però è correlato al problema, già trattato dai nostri quotidiani locali, della dispersione della rete idrica. Sotto l’80% si rivela la capacità di depurare i reflui e, dato allarmante, quasi nullo è l’utilizzo dei mezzi pubblici per ciociari super motorizzati. Il dato preciso: nell’arco di un anno sono solo 11 i viaggi in autobus per abitante. Cosa strettamente correlata al fatto che sono 73 le auto ogni 100 abitanti, ed è facile capirlo semplicemente osservando lo stile di vita degli abitanti, evidentemente poco abituati a camminare la città ma anche a evitare di utilizzare l’auto quando lo si potrebbe evitare.
Cosa fare? Questo quadretto nero della nostra città servirà da monito a noi ciociari, sia amministratori che cittadini, e a stimolare una maggiore sensibilità verso le tematiche ambientali?
Certo è che la posizione geografica della nostra città non aiuta, e poco possono fare le zone a traffico limitato e le targhe alterne se a monte c’è una Monti Lepini necessariamente transitatissima, tuttavia dovremmo, al di là di ogni giustificazione, fare una riflessione importante sul nostro triste primato, e cercare di disciplinarci non seguendo logiche di volgare consumo ma educandoci al rispetto di ciò che ci circonda. La FGS anche quest’anno si impegna a porre al centro del dibattito la riqualificazione dell’ambiente e l’incentivazione del pendolarismo e della raccolta differenziata e, già in passato battutasi per le ZTL e per le piste ciclabili, torna su questi temi insistendo però anche sull’istituzione del servizio idrico integrato, nella coscienza che molto c’è da fare per una dignitosa risalita in termini di qualità della vita. Forte è il bisogno di una spinta al cambiamento, di una cittadinanza attiva, vivace e rigorosa, che preveda la partecipazione dei giovani e dei meno giovani, nell’ottica di una volontà di reagire positivamente all’idea che la nostra provincia confermi anche nel futuro il triste primato guadagnato.