Iacovissi: “Abolire il canone Rai anziché aumentarlo”


È il commento di Vincenzo Iacovissi, Presidente nazionale dei giovani socialisti (FGS) alle notizie relative all’aumento del canone Rai per il 2012 fino a 112 euro, disposte da un recente Decreto del Ministro dello sviluppo economico.

“Ancora una volta gli italiani sono chiamati a pagare per un servizio inefficiente e di scarsa qualità– si legge nella nota – e oltre il danno subiscono l’ulteriore beffa di pagare di più per avere di meno. Infatti, a fronte dei dati impietosi sulla perdita di spettatori, segno evidente di una programmazione non al passo con i tempi e con altre emittenti, la risposta che viene fornita è un odioso incremento di una delle imposte più inique e anacronistiche della storia, per giunta in un momento di forte difficoltà per le famiglie italiane a seguito della crisi economica e dei sacrifici imposti dal Governo”.

“Da tempo i giovani socialisti portano avanti una battaglia per l’abolizione del canone Rai – conclude la nota – ed episodi come questo non fanno altro che accrescere il nostro impegno per una proposta di legge popolare che sancisca la fine del vetusto canone e stabilire un nuovo assetto per il servizio pubblico radiotelevisivo che non gravi sulle tasche, già poco piene, degli italiani”.

“Amministrazione Iannarilli: la peggiore nella storia della Ciociaria”

I giovani socialisti, attraverso le parole del nuovo Coordinatore regionale Marco Campagna, esprimono tutto il loro disappunto verso l’amministrazione Iannarilli: ”I dati del sole 24 ore sono impietosi. Siamo una delle peggiori provincie d’Italia come qualità della vita. Questo fenomeno è sicuramente causato da ragioni storiche, prima fra tutte l’industrializzazione disumana che ha provocato danni ambientali terribili, ma non si possono dimenticare le evidenti responsabilità dell’amministrazione provinciale”. Secondo Campagna “Il presidente Iannarilli, in questi ultimi anni, ha mostrato tutta la sua incapacità di governare, spendendo il proprio tempo e le proprie energie in beghe di partito”. Un’amministrazione, la sua, – prosegue Campagna – che passerà alla storia come una delle peggiori, non riuscendo a compiere nessun atto veramente significativo per i cittadini, e che è destinata a chiudersi con il commissariamento,. “Le probabili dimissioni del Presidente Iannarilli infatti” Precisa il giovane socialista ”sono un’ulteriore prova del suo totale disinteresse verso la terra che gli ha dato i natali. Il suo ruolo di parlamentare era già palesemente incompatibile con la carica di Presidente della Provincia, ma la sua ingordigia di potere non gli ha permesso di vedere quali ulteriori danni avrebbe arrecato alla Ciociaria Quel è allora la ricetta giusta per il futuro della nostra Provincia? Il nostro territorio ha bisogno di idee e azioni concrete, ed è per questo che da anni come giovani socialisti ci battiamo su tre fronti: ambiente, trasporti e turismo. In termini concreti i giovani socialisti propongono un risanamento ambientale attraverso investimenti in agricoltura biologica, in energie verdi, nel trattamento a freddo dei rifiuti e loro riciclaggio, nell’incentivazione della bioarchitettura ed nella creazione di cooperazioni tra le imprese e la pubblica amministrazione per il perseguimento degli obiettivi di politica ambientale. Per i trasporti, invece, i giovani socialisti propongono di ammodernare il parco autobus rendendolo a metano, e di incentivare l’uso del trasporto pubblico attraverso delle convenzioni con scuole e strutture aziendali pubbliche e private. Infine, sul piano culturale e turistico ritengono necessario valorizzazione i beni culturali e ambientali della nostra Provincia con ricchi programmi di eventi per ogni fascia di età e interessi, intensificando inoltre l’uso delle biblioteche comunali che potrebbero diventare veri centri di aggregazione sociale, oltre che ad una tutela dell’Accademia di belle arti di Frosinone e del conservatorio “Licino Refice”. Le idee ci sono, le energie sul territorio anche – conclude Campagna – ma servirebbe anche una classe politica veramente interessata alle sorti della nostra terra, piuttosto che alle poltrone da conservare”.

Abolizione Province: il vorrei ma non posso del Governo

La manovra Monti, indiscussione presso i due rami del Parlamento ai fini di una sua approvazione prima delle festività natalizie, denuncia

notevoli difficoltà di giungere a decisioni condivise e definitive su temi caldi e delicati. Un caso esemplare è rappresentato dal c.d. “taglio delle Province”.

È ormai fin troppo noto come l’ente territoriale intermedio fra il Comune ela Regionesia oggetto, da anni, di un vero e proprio assedio mediatico volto ad ottenerne la soppressione in quanto ritenuto “inutile” e causa di spesa improduttiva per il bilancio pubblico, in un momento già estremamente difficile per l’erario.

È altrettanto noto che le Province hanno visto negli anni fortemente decurtate le proprie competenze a vantaggio sia dei Comuni che delle Regioni, e ciò in virtù dapprima delle riforme Bassanini di metà anni Novanta e subito dopo della modifica del Titolo V della Costituzione, che ha riscritto totalmente il rapporto tra centro e periferia dell’ordinamento repubblicano, conferendo agli enti di dimensione regionale accresciute potestà legislative esclusiva in moltissimi settori di intervento.

In una situazione così configurata, pertanto, non può stupire che le funzioni rimaste in capo all’ente provincia siano state progressivamente svuotate, permanendo, sostanzialmente, solo in materia di edilizia scolastica, manutenzione stradale e ambiente.

Si comprende bene come sia azzardato sostenere la necessità di salvaguardare tali enti così come sono congegnati oggi, in ragione del fatto che lo snellimento delle procedure e la semplificazione della governance centrale e territoriale dovrebbero essere obiettivi perseguiti dalle politiche pubbliche.

Nel caso delle Province, però, si assiste da mesi a disegni estemporanei (la logica dello spot annuncio tanto cara alla Lega nord), fughe in avanti e tempetive retromarce, di cui il “Governo dei professori” attualmente in carica non pare essere esente.

Infatti, a ben guardare il contenuto delle norme del decreto 201 del 2011 (c.d. “salva Italia”), si evince una indecisione di fondo circa l’orientamento da tenere, o per meglio dire, si evidenzia una volontà caducata già nel suo origine.

Procediamo con ordine. Il testo del decreto emanato lo scorso 6 dicembre dal Capo dello Stato contiene, all’art. 23, disposizioni molto rigorose circa la trasformazione delle Province in enti di “indirizzo e coordinamento” delle politiche locali, in luogo della veste istituzionale attuale. In altri termini, non potendo essere cassate con legge ordinaria, questi enti territoriali sono svuotati di competenze decisionali e dotati di meri poteri di interlocuzione con gli altri attori substatuali. L’architettura istituzionale prevede la scomparsa dell’elezione diretta degli organi di governo (introdotta dalla legge 81-1993), e la sua sostituzione con un meccanismo di elezione indiretta dei Consigli provinciali (la cui composizione non potrà superare i 10 membri), cui si affiancherà una struttura esecutiva monocratica, rappresentata dal solo Presidente eletto, nel suo senso, dal Consiglio provinciale, e non più dalla Giunta. Sul piano delle funzioni, invece, si statuisce la competenza della legge statale e regionale a disporne concretamente il trasferimento entro il 30 aprile 2012. Entro pari data, sono stabilite le modalità di elezione dei nuovi Consigli provinciali.

L’impianto sommariamente descritto sarà, molto probabilmente, preservato nel corso del dibattito in aula per la conversione in legge del decreto. Ciò che potrebbe mutare – e gli emendamenti presentati dal Governo sono lì a dimostrarlo – è il regime di entrata in vigore delle nuove disposizioni, in quanto il testo del decreto prevede, art. 23, comma 20, che sia una legge dello Stato a stabilire “il termine decorso il quale gli organi in carica delle Province decadono”, non fissando alcuna data specifica di passaggio dal vecchio al nuovo, mentre l’emendamento presentato dal Governo alla Camera fissa al 31 marzo 2013 il termine di cessazione tout court degli organi dell’ente locale intermedio. In questo modo, verrebbe salvaguardata la permanenza in carica delle Giunte e dei Consigli provinciali in carica fino a decorrenza dei rispettivi mandati, con progressiva nomina di commissari prefettizi nella fase di transizione verso il completamento della riforma.

Osservando con occhio asettico l’intera vicenda, non ci si può esimere dal formulare le seguenti valutazioni:

a)    la riforma dello status e della governance delle Province appare informata da un criterio di razionalizzazione della spesa pubblica e di semplificazione istituzionale, in attesa dell’azzeramento di tali enti tramite riforma costituzionale;

b)    il regime transitorio risulta sufficientemente dilazionato nel tempo da non consentire un rapido recepimento delle novità normative;

c)    il contenimento dei costi, a regime, sarebbe comunque modesto atteso che il trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali verso gli altri enti locali non produrrà una sensibile riduzione del bilancio pubblico rispetto ad oggi;

d)    l’ente locale scaturente dalla manovra sarebbe un ibrido dal punto di vista giuridico e scarsamente utile da quello politico-funzionale, in quanto non si capisce la ratio di organi di mero coordinamento di compiti attribuiti ad altre istituzioni.

e)    il rapporto fra il nuovo Consiglio di derivazione indiretta ed il Presidente della Provincia da esso eletto, difficilmente potrebbe dar prova di stabilità e operatività in assenza di specifici meccanismi in grado di scongiurare derive assemblearistiche della forma di governo locale tipiche di esperienze del passato.

In conclusione, a giudizio di chi scrive, qualora si volesse perseguire il fine originario, ossia la riduzione dei livelli istituzionali, allora si dovrebbe perseguire sin da subito l’abolizione dell’ente provinciale, assegnando le sue funzioni ad altri enti, soprattutto ai Comuni poiché più vicini alle istanze del cittadino e dalla caratura più amministrativa rispetto al Legislatore regionale.

Se, invece, si volesse preservare questa articolazione del potere sul territorio, allora la strada maestra sarebbe quella di precisare in modo chiaro e definitivo le sue competenze, nel quadro di una Carta delle autonomie da adottare al più presto.

In altre parole, un ente, se ritenuto non necessario, lo si abolisce, non potendosi, invece, costruirne un simulacro privo di senso che sarebbe oltre che inutile anche incomprensibile ai cittadini.

L’auspicio è che il Governo ed il Parlamento intraprendano finalmente una lotta agli sprechi ed ai costi della politica, iniziando però da quelli reali e poco noti, come l’esercito di società, enti, organismi infraterritoriali che il ceto politico negli anni ha istituito ed alimentato in una cornice di non rappresentatività delle collettività locali, requisito – almeno e forse solo questo – da riconoscere alle Province in via di estinzione.

Vincenzo Iacovissi

FEDERAZIONE DEI GIOVANI SOCIALISTI

Presidente nazionale

Fiuggi: Assemblea 2.0 del PSI

 

L’assemblea nazionale congressuale straordinaria organizzata dal Psi, dedicata al “Progetto per L’Italia” che avrà luogo il 2, 3 e 4 Dicembre prossimi a Fiuggi, è stata concepita dal segretario del partito, Riccardo Nencini, per avere un carattere volutamente aperto. Sarà, infatti, un’assise alla quale parteciperanno, oltre che i leaders dei partiti di centrosinistra, anche esponenti dei sindacati,  del mondo della cultura e dello spettacolo, i quali terranno una breve relazione sui temi che saranno trattati in assemblea. In virtù di questo, anche i cittadini potranno prendere parte alle sessioni di lavoro dell’assemblea, in due modi. Il primo, potranno loro stessi raggiungere personalmente il luogo in cui si svolgerà il congresso e chiedere di poter intervenire liberamente ad una delle discussioni in corso. Il secondo, tramite web e social network: i cittadini potranno assistere in tempo reale alla diretta streaming sul sito del partito , dove sarà attivata una chat visibile a tutti. Inoltre è possibile collegarsi  tramite Facebook e Twitter: basta cliccare su “Mi piace” nella pagina facebook Per Amore dell’Italia  e usando, su Twitter, l’hashtag #peramoredellitalia   o “seguire” la pagina Twitter di Riccardo Nencini @nencinipsi  e avviare delle discussioni intervenendo ai dibattiti in aula.  In questo modo si potrà interagire direttamente con i relatori e porre delle domande, che verranno proiettate in un maxischermo in tempo reale. In conclusione ad ogni giornata, lo stesso segretario Nencini, farà “il punto” delle relazioni tenute e dei fatti rilevanti del giorno. I video verranno pubblicati sul canale ufficiale YouTube del Psi, sulla homepage del sito www.partitosocialista.it,  sul profilo facebook di Riccardo Nencini, sulla pagina ufficiale del PSI e saranno anche linkati su twitter.  E’ stato creato il PicBadge dell’assemblea congressuale (ritira qui il tuo PicBadge ) che  si potrà aggiungere alla propria immagine del profilo di Facebook.

Per informazioni e organizzazione: Giada Fazzalari 366/1645143

http://www.partitosocialista.it/Portals/PartitoSocialista/Documents/ProgrammaFiuggi07.pdf

 

Mattoccia (FGS) sul VI Congresso Nazionale dei Giovani Socialisti

Nei giorni 11-12 e 13 Novembre, a Roma, si è svolto il VI congresso nazionale dei giovani socialisti (FGS) conclusosi con l’elezione a segretario di Claudia Bastianelli, umbra e prima donna a ricoprire tale incarico dopo più di 100 anni di storia. “Anche noi giovani socialisti della provincia di Frosinone – dichiara in una nota Angelo Mattoccia, vice segretario vicario – abbiamo partecipato proficuamente ai lavori congressuali. Oltre al mio intervento, anche i compagni ciociari Vincenzo Iacovissi, già vice segretario nazionale, e Marco Campagna, coordinatore regionale, hanno largamente contribuito
e presenziato al dibattito. Ancora una volta, come i fatti negli anni hanno dimostrato, la nostra provincia rappresenta ancora una roccaforte del socialismo italiano”.

CONCLUSO IL CONGRESSO NAZIONALE. Bastianelli CLAUDIA E ‘LA NUOVA segretaria DEI GIOVANI SOCIALISTI

Si è tenuto all’Hotel Roma Aeterna della Capitale dall’11 al 13 novembre il Congresso nazionale della Federazione dei Giovani Socialisti. E’ stata eletta Segretaria nazionale Claudia Bastianelli, perugina di 28 anni, che succede a Luigi Iorio. La tre giorni ha visto numerosi interventi ed un ricco dibattito tra gli iscritti. Hanno portato il loro saluto Gianluigi De Palo assessore alle politiche giovanili del Comune di Roma, Alberto Gambescia direttore della Fondazione Mezzogiorno Europa, Giuseppe Tatarella di FLI, Francesco Nicotri dei giovani UDC, Marco Furfaro per Sel, Tobia Zevi dell’associazione culturale ebraica Hans Jonas, Antonio De Napoli del Forum nazionale giovani, Gennaro Migliore della segreteria SEL, Andra Coino dell’UDU, Salka Habdin rappresentante del popolo saharawi, il segretario generale dell’Ecosy Thomas Maes, il segretario di Radicali Italiani Mario Staderini, Federico Nastasi della Rete degli Universitari, Marco Cappato per l’Associazione Coscioni, Simone Oggioni dei Giovani Comunisti, Marco Cappa per i Giovani dell’API, un ospite d’eccezione come Marco Pannella che ha rimarcato il legame politico e di amicizia tra radicali e FGS. Hanno portato il loro saluto molti dirigenti del PSI tra cui il Segretario Nencini, Pia Locatelli, Marco Di Lello, Bobo Craxi ed altri. E’ stata eletta l’assemblea nazionale e sono stati approvati, dopo il dibattito, vari ordini del giorno integrativi della mozione e di proposta per le future iniziative da intraprendere. Tutti i partecipanti ne sono usciti fortemente motivati nel continuare il percorso intrapreso.

PROGRAMMA VI Congresso Nazionale FGS

  • VENERDI 11 NOVEMBRE

    ORE 16.30 :Apertura lavori

    Presentazione ricerca ANCI Giovani: “ I Giovani socialisti e la partecipazione locale “

    Interverranno: Giacomo D’Arrigo (Presidente ANCI Giovani), On. Gianni Pittella vice Presidente Parlamento Europeo, Sen. Gerardo Labellarte Responsabile EE LL PSI, Nilo Arcuri Vice Sindaco di Perugia, Enzo Maraio Ass.re Comune di Salerno, Francesco Pietrantuono, Ass.re Provincia di Potenza, Roberto Nigro Consigliere Provincia di Foggia.

    SABATO 12 NOVEMBRE

    ORE 10.00 Apertura lavori

    Inno Nazionale – Internazionale – Approvazione Commissioni

    Saluti autorità

    Nicola Zingaretti Presidente Provincia di Roma

    Luigi De Palo – Ass. Politiche Giovanili Comune di Roma –

    Thomas Maes Segretario Generale Ecosy ( Giovani socialisti europei )

    Ore 10.30 Riccardo Nencini Segretario Nazionale PSI

    Ore 11.00
    Saluti ospiti altre forze politiche giovanili ed associazioni: Francesco Nicotri Giovani UDC , Fausto Raciti GD, Marco Furfaro SEL , Antonio De Napoli Portavoce Forum nazionale dei Giovani, Alberto Gambescia direttore “Fondazione Mezzogiorno Europa”, Giuseppe Tatarella FLI, Luciano Cavaliere PDL

    ORE 11.00
    Previsti gli interventi di: On. Bobo Craxi, segreteria nazionale PSI
    On. Pia Locatelli Presidente Internazionale Socialista Donne

    Dibattito congressuale

    Ore 11.30 relazione Segretario Uscente Luigi Iorio

    Ore 15.00 Riapertura lavori

    Saluti Silvano Rometti Segreteria Nazionale PSI

    Saluti ospiti: Gianluca Quadrana Consigliere Comunale di Roma, Teresa De Martino “ Comitato Indignados”, Federico Nastase “Run”, Michele Orezzi UDU, Annalisa Chirico Ass. Concioni, Enrico Saponaro Gioventù Liberale, Mario Staderini Segretario Radicali italiani, Gennaro Migliore SEL.

    Dibattito congressuale

    Ore 19.00 : Elezione del nuovo segretario

    DOMENICA 13 NOVEMBRE

    Apertura lavori

    ORE 10.00 Saluti ospiti altre forze politiche : Simone Oggionni Giovani Comunisti , Rudi Russo Coordinatore nazionale Giovani IDV, Marco Cappa Giovani API, Marco Cappato Ass. Coscioni

    Ore 11.00 Saluti Lello Di Gioia Segreteria Nazionale PSI

    Ore 11.30 Dibattito congressuale

    Ore 13 MARCO DI LELLO Coordinatore nazionale segreteria PSI

    Ore 13.30 Relazione segretario eletto e votazione assemblea

I Giovani Socialisti al VI Congresso Nazionale della FGS

A partire dalla giornata di oggi e fino a domenica si svolgerà a Roma presso l’hotel “Eurostars Roma Aeterna” il VI congresso nazionale dei giovani socialisti (FGS). “Anche i giovani socialisti della provincia di Frosinone – dichiara in una nota Angelo Mattoccia, vice segretario vicario provinciale – saranno presenti con una folta delegazione, contribuendo con propri interventi al dibattito. Inoltre per chi non potrà recarsi a Roma sarà possibile seguire i lavori congressuali su Radio Radicale alla frequenza FM 103.9 oppure 104.9″.

La ricetta di Psi e Sel Contro la Crisi

FROSINONE «Cambiare l’Italia, a cominciare dalla sinistra, che dovrà legarsi sempre di più alle famiglie europee del progresso, a partire da quella socialista».

È in programma giovedì prossimo, alle ore 17.30 all’Hotel Cesari, l’iniziativa organizzata dal Partito Socialista. Interverranno Gennaro Migliore del Coordinamento nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà, Gian Franco Schietroma (nella foto) della segreteria nazionale del Psi e i capigruppo di Sel e Psi alla Regione Lazio, Luigi Nieri e Luciano Romanzi. Saranno presenti, inoltre, Nazzareno Pilozzi, coordinatore provinciale di Sel, Danilo Iafrate, segretario provinciale dei Socialistil, Valentina Adiutori, componente dell’assemblea nazionale di Sel, e Vincenzo Iacovissi, vice segretario nazionale della Fgs-Federazione dei Giovani Socialisti. «Il centrodestra – ha detto Schietroma – non ha saputo fronteggiare la crisi, che si è aggravata notevolmente con ricadute negative considerevoli, sia in termini di mancato sviluppo che di disoccupazione. Occorre cambiare l’Italia, dando al nostro Paese una nuova prospettiva politica e programmatica. Questa è la questione primaria di cui noi socialisti discuteremo a Frosinone con esponenti di spicco di Sel».

il ballo della mattonella…

 

Ecco…ecco…mò me ne vado…ancora cinque minuti…finisco le ultime pratiche e me ne vado…devo dare la mazzata finale ai lavoratori…salvare il mio patrimonio…magari evadere qualche altra tassa (come i 350 milioni di mondadori)…cambiare la legge sull’eredità…evitare qualche processo…riciclare un pò di denaro sporco…ecco ecco…ho quasi finito…due minuti e vado…allora…il ponte sullo stretto per far mangiare i mafiosi…distruggere la cultura…impedire il pluralismo dell’informazione consolidando il mio dominio assoluto sui media…distruggere la scuola pubblica…ecco un minuto…ho quasi finito…devastare i conti dello Stato e aumentare a dismisura il debito pubblico dopo che Prodi (il tanto odiato Prodi…)li aveva risistemati in soli 18 mesi…annientare l’immagine dell’Italia nel mondo dopo 50 anni di duri sacrifici fatti per entrare tra i grandi del mondo…prostarsi di fronte a un dittatore per poi bombardarlo un minuto dopo…lasciare l’Italia in balia del suo dissesto idrogeologico con il taglio dei fondi per la tutela del territorio…ecco ecco…30 secondi…aumentare le tasse ai poveracci…realizzare discariche a desta e manca per non risolvere il problema rifiuti…far mangiare i miei amici sugli appalti della ricostruzione post terremoto in Abruzzo…precarizzare senza garanzia alcuna il lavoro dei giovani…ecco 10 secondi…mettere qualche mia mignotta in consigli regionali, provinciali, Ministeri etc…svilire il ruolo delle istituzioni piegandole alle mie esigenze (persino far votare il Parlamento che Ruby, marocchina, era la nipote di Mubarak, ex premier egiziano)…andare a letto con minorenni…VA BE’…HO CAMBIATO IDEA…RESTO PER IL BENE DELL’ITALIA!!!!